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Teatro Politeama Genovese, Morgan e i MemorandOm

     
 

Teatro Politeama Genovese, Morgan e i MemorandOm

 
     
 

Genova 19 marzo 2012, ore 20,30, pullulare di persone fuori dal Teatro Politeama.

 

Allontanandosi dall’ingresso principale, musica ovattata giunge alle orecchie; sono le ultime prove di Marco Castoldi in arte Morgan, che proprio questa sera inaugura il suo Tour.

 

Ore 21,00 circa, le porte si aprono e si può accedere in sala; fumo, vocio, attesa sono nell’aria…

 

Il palco si presenta ricco di strumenti, arredato con abat-jour e piantine, un cartellone criptico di sfondo. Gli strumenti formano cinque postazioni, quella centrale è di Morgan, per la prima volta circondato dai musicisti.

 

Ore 21,30, il pubblico scalpita, ma si sa, anche l’attesa è un’arte…

 

Da lì a pochi minuti, Marco Castoldi prende posizione e insieme ai suoi musicisti, tutti polistrumentisti, danno inizio al viaggio musicale di questa serata; viaggio che presto diventerà di ogni singola persona.

 

Mi piace definirlo viaggio e non semplicemente concerto, perché ogni canzone, reinterpretazione, commento, battuta, e l’elenco potrebbe continuare, è un piccolo pezzo di un puzzle che solo alla fine o meglio nel ritorno verso casa si rende concreto, prende forma in un unico sentimento, la gioia. Gioia di esserci stato, gioia di aver partecipato.

 

La gioia è uno status, non una risposta acuta a uno stimolo, può integrare perfino un dolore; di gioia si ride ma si può anche piangere…

 

La serata corre veloce, le canzoni si susseguono, brani dagli album “Canzoni dell’appartamento” e “Da A ad A” s’intersecano all’ultimo lavoro “Italian Songbook vol.2”. Ecco quindi il pubblico deliziato da “Marianne”, ”Non insegnate ai bambini”, “Hobby”, “Si può morire” con la partecipazione sul palco dei “Cluster”, e ultima ma non ultima “Abbracciami”. Solo un brano Bluvertigo “Sovrappensiero”.

 

Questo viaggio lascia spazio alle sorprese; circa a metà concerto Morgan si avventura nel V canto dell’Inferno di Dante Alighieri.

 

Immagine: Francesco Scaramuzza "Paolo e Francesca" 

 

 Lo declama egregiamente toccando i due registri della poesia; l’ironia, imitando Franco Battiato nel ruolo di Virgilio, e  l’intensità.

 

Immagine: John Flaxman "E caddi come corpo morto cade"

 

Non si può sorvolare su una vera “perla rara”; l’esecuzione di un brano inconsueto, difficilmente ascoltabile se non grazie ad Artisti illuminati come Morgan; “Il tarlo” di Fausto Amodei. Cantautore e studioso di musica popolare, appassionato all’ironia e alla satira di Georges Brassens. Forse non molti sanno delle sue traduzioni in piemontese di questo poeta-chansonnier francese.

 

La serata scivola via, il tempo si perde, le mani applaudono, gli occhi brillano, i piedi non possono stare fermi…, le labbra pronunciano a unisono solo due parole “grazie Marco!”

 

Al suo: “Ora noi vi salutiamo”, segue un corale “NOooooooo….”.

 

La generosità, peculiarità solo dei grandi Artisti, lo fa rientrare in scena e concedere due bis: “Altrove” e “Sole malato”, un vero capolavoro di Domenico Modugno. Quest’ultimo brano lo esegue sul bordo del palco, quasi a voler abbracciare ogni singola persona. Un’interpretazione intensa, solo microfono alla mano, un “calcio” al pensiero e una “scossa” all’anima.

 

Questo concerto, è esatta-mente la rappresentazione, visiva e acustica, della cultura che nutre la mente, e dell’arte che nutre l’anima!

 

Al termine dell’ultima canzone, Marco Castoldi è ancora lì, sul palco, ha le mani protese per stringerne altre, ringrazia, regala sorrisi e affetto sincero.

 

Questo è Morgan! Il musicista, polistrumentista, compositore, cantautore, cultore della musica e del “bello” nell’arte. Il resto è nonsense…

 

E’ doveroso chiudere citando i musicisti che l’hanno accompagnato magistralmente:

Daniele Dupuis, in arte Megahertz

Lele Battista

Marco Cosma Carusino Vignera

Giovanni Ferrario

Gaetano Cappa

 

Tutti insieme formano i MemorandOm. Morgan spiega che è un gioco di parole, azzardo un’interpretazione: memorandom ma anche memorandum, dal latino memorare- memorandus, che deve essere ricordato; e ancora, se a “memo” possiamo scrivere uguale ricordare, a “random”  possiamo scrivere uguale memoria volatile in un PC (Random Access Memory).

Quando si spegne le informazioni  svaniscono.

 

Il mio augurio per questo concerto è che rimanga in “MEMO” e non in “RAM”.

 

E’ un vero peccato il numero limitato di date! 

 

      "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza". Dante Alighieri XXVI   Inferno

 

 

        

 

                                                                             

 
 
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