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Estrapolazione: l'orecchio e l'udito

Categoria: Non categorizzato
Pubblicato Giovedì, 10 Ottobre 2013 23:16
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Estrapolazione: l'orecchio e l'udito

 
     
 

L’orecchio è l’organo della ricezione del suono. Si divide in esterno, medio e interno. Quando le onde sonore arrivano al padiglione dell’orecchio, sono convogliate nel condotto uditivo fino a raggiungere la membrana del timpano. La membrana vibra e fa vibrare gli ossicini che si trovano nell’orecchio medio: martello, incudine e staffa. Quest’ultima è collegata a una membrana che chiude un buco denominato finestra ovale. La vibrazione della finestra ovale fa a sua volta oscillare il liquido, chiamato perilinfa, che si trova nell’orecchio interno. L’orecchio interno contiene l’organo dell’udito e dell’equilibrio. L’organo dell’udito è caratterizzato dalla coclea (chiocciola), un canale avvolto a spirale diviso in tre compartimenti: scala vestibolare, scala timpanica, scala media. Le prime due contengono perilinfa e sono in comunicazione attraverso un’apertura all’apice della coclea, l’elicotrema. La scala media, invece, contiene endolinfa. In quest’ultima si trova la membrana basilare, dove sono situati i recettori dell’udito. La vibrazione della perilinfa fa vibrare la scala media e quindi la membrana basilare, con la conseguente eccitazione dei recettori acustici. Siccome la perilinfa è un liquido incomprimibile, la sua vibrazione dipende da un’altra membrana che si trova nella scala timpanica, la finestra rotonda. In conclusione, il suono arriva ai recettori acustici mediante la vibrazione a catena di una serie di membrane e di liquidi. I recettori acustici (cellule cigliate) sono siti nell’organo del Corti (piccolo ispessimento della membrana basilare). E’ proprio la vibrazione di questa membrana che spostando le ciglia eccita i recettori. E’ interessante ricordare che i recettori acustici possono essere stimolati non solo mediante la vibrazione degli ossicini (conduzione aerea) bensì anche attraverso la vibrazione delle ossa del cranio (conduzione ossea). Questo spiega perché non riconosciamo quasi mai la nostra voce al registratore: infatti, nel momento in cui ascoltiamo la nostra voce registrata, il suono ci giunge solo per via aerea.

Il fotografo Gimelli ha correlato esteticamente l’organo dell’udito, la coclea, alla spirale aurea. Questo è stato l’ incipit dello scatto. In questa fotografia non c’è unicamente rappresentata la trasmissione del suono e l’anatomo-fisiologia dell’orecchio ma anche la regola base dell’arte figurativa. La tavola dentro la tavola. Tre rettangoli che potrebbero essere infiniti, si sovrappongono e mostrano la spirale aurea di Fibonacci. Il primo è una vecchia radio di Alessandro, il secondo è il rettangolo aureo, il terzo è la fotografia. Questa regola è fondamentale nella disposizione degli elementi principali all’interno dell’immagine. In questo caso, il punto forte dello scatto è l’origine della spirale di Fibonacci che si trova a livello dell’occhio destro del soggetto fotografato. Infatti, se tracciamo una spirale aurea immaginaria dell’intera fotografia, vediamo che l’origine della spirale immaginaria corrisponde proprio con l’origine della spirale raffigurata. Un’immagine tecnicamente perfetta.

 

                                                                                                                                                                                                                                      Monica Torriani

 

 

Bibliografia

*Atlantino di anatomia del sistema nervoso (seconda edizione) Anna Dellantonio Carlo Umiltà. Zanichelli.

*Meccanismi cerebrali dell’attività mentale Fabrizio Benedetti. Utet.

*Commento ragionato all’atlante di anatomia umana di Frank H. Netter, M.D. A cura di Adriano T. Franzi. Ciba.