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Percorso

Grock Sans Frontières

 

Grock Sans Frontières

 
 

Alessandro Gimelli per "Amitié Sans Frontières"

 
     
 

Il 17 marzo 2013 il Dott. Alessandro Gimelli ha tenuto una conferenza e sapientemente condotto gli Ospiti in un viaggio per immagini e parole nel fantastico mondo di Adrien Wettack, ovvero, dell’uomo che ha rivoluzionato l’arte circense: Clown Grock. Alessandro Gimelli è stato ospite dell’Osteria Paolomaria di Diano San Pietro frazione Borganzo per “Amitié Sans Frontières” (Club di Diano Marina). Il Club “Amitié Sans Frontières” è un’associazione internazionale a scopo umanitario che si fonda su tre principi: “Justice, Tolerance, Amitié”. E’ il primo Club di servizio nato in Europa, nel Principato di Monaco, per volontà di Madame Régine Verdon West sotto la Presidenza d’Onore del Principe Sovrano Alberto II di Monaco. Il Club di Diano Marina è una piccola realtà rispetto a distaccamenti più grandi ma è molto attivo e opera non solo a livello internazionale ma anche nazionale e locoregionale. Gli incontri inglobano sempre eventi culturali. Fare, sostenere, promuovere cultura per aiutare le Persone meno fortunate. Questa volta l’evento era una Mostra fotografica con commento del trattato “La vicenda di una visione – Villa Grock: la sua storia, il suo tempo” con l’Autore e fotografo Alessandro Gimelli. L’ospitalità del ristorante, l’argomento particolarmente coinvolgente, gli Ospiti interessati e catturati dall’esposizione del Relatore hanno sigillato una bellissima serata di cultura e convivialità. Villa Grock è stata trattata non da un punto di vista architettonico, dove forse c’era poco da dire, ma fotografico. L’Autore ha raccontato non solo la costruzione, la vendita, il restauro della Villa imperiese ma anche o soprattutto il suo inquilino Adrien Wettack. Clown Grock raccontato attraverso il simbolismo e il mistero. L’uomo che ha toccato tutte le Arti da autodidatta con smisurata genialità. L’uomo che ha portato il circo in teatro. Villa Grock, ovvero, Villa Bianca per il catasto. Per una visione complessiva della storia erano necessarie immagini d’archivio. Alessandro Gimelli, attraverso la Famiglia Ascheri di Oneglia, è riuscito a entrarne in possesso e farne parte integrante del trattato. Le immagini sono di Giuseppe Ragazzi, una vera chicca! Nell’esposizione l’Autore ha raccontato la Villa partendo da tre punti di vista: - Grock, funzionale a quella che era la sua personalità/ - La Gente, emozionale perché ognuno dava la sua interpretazione/ - Se stesso, obiettivo attraverso il “cineocchio” della fotocamera. La Villa definita da Gimelli: “Strana creatura di pietra e cemento” è stata costruita dal 1926 al 1930. E’ stato lo stesso Grock insieme al geometra Brignole di Genova a realizzarla. Nel 1975, un anno dopo la morte di Ines moglie di Grock, la Villa è stata smembrata e venduta dalla figlia Bianca. Solo dopo un lungo calvario è tornata alla Provincia d’Imperia per 343.000 euro. Oggi è visitabile perché è stato eseguito un restauro conservativo che l’ha restituita al pubblico. In questo incontro Alessandro Gimelli non ha parlato di Grock ma ha lasciato che fossero la Villa e le immagini proiettate a farlo per lui. Protagonista è stata l’allegoria. Grock non si è limitato a trasmettere sentimenti e sensazioni attraverso il lavoro, ma è andato oltre, ha concretato il suo pensiero in simboli che hanno animato e animano tuttora la pietra, il metallo, il vetro della sua dimora. Spirali, sfere, acqua, fontane, cornucopie, immagini celesti, iscrizioni sono le più ricorrenti. Le spirali: ricordano il movimento delle girandole quindi il Creato (tutto ciò che gira intorno al centro), ma anche simbolo di rinnovamento e mondo naturale. Le fontane: ritorna il concetto del rinnovamento continuo, ma anche scorrere della vita. L’acqua: riferimento a un flusso primordiale, creatore del mondo e di ogni forma di vita. Le cornucopie (traboccanti di fiori): simbolo di abbondanza, ma anche di felicità e speranza. L’Autore ha posto l’accento su un particolare molto interessante: gli elementi si ripetono sempre in gruppi di tre o suoi multipli. Il tre come espressione di un ordine intellettuale e spirituale. Il tre come numero perfetto a cui nulla deve essere aggiunto. Emerge così la filosofia di Adrien Wettack, clown Grock: l’uomo al centro e il cosmo tutto intorno. Il numero perfetto ricorre anche in altre forme: scudi a triangolo, stelle di David a sei punte. Stelle di David formate dalla sovrapposizione di due triangoli capovolti e uniti in modo armonico, ma anche unione dei simboli alchemici di terra, aria, acqua e fuoco. I simboli vanno letti nella loro globalità, la domanda è scontata: sono stati usati questi simboli per creare un ambiente stimolante all’Artista illuminato o sono simboli esoterici? Non lo sapremo mai! Un altro aspetto messo giustamente in evidenza dal Relatore, è stato il netto contrasto tra interno ed esterno della dimora. Tanto stravaganti sono gli elementi che popolano il parco quanto razionali e rigide le stanze della Villa. Unica eccezione, la stanza della musica, in cima alla Torretta. Un dualismo affascinante che alimenta varie ipotesi: dualità della persona, metafora della professione da clown, metafora della sua vita. Un viaggio per immagini guidati dal fotografo e Artista Alessandro Gimelli. Immagini che si sono fuse con il racconto, l’hanno completato, l’hanno arricchito. Immagini che hanno saputo toccare le corde dell’anima. L’impalpabile fermato in uno scatto: emozione, inquietudine, mistero. L’immortalità di Grock attraverso la sua creatura, i suoi simboli, la Gente. Il mio personale grazie ad Alessandro Gimelli per avermi fatto approfondire e conoscere una realtà così importante non solo come Patrimonio Artistico della Provincia d’Imperia ma soprattutto umanamente. Il trattato dovevo solo sfogliarlo e consultarlo per le citazioni storiche e didascaliche del resoconto. Quando ho iniziato a leggerlo ne sono stata catturata e in una notte l’ho finito. Mi ritengo una privilegiata perché purtroppo il trattato non ha ancora ottenuto una risposta positiva per la pubblicazione. Una vera mancanza che auspico presto possa essere colmata. Per ora il Dott. Alessandro Gimelli, quando ne ha l’opportunità, lo presenta con la stessa passione e lo stesso rispetto che lo hanno accompagnato durante la stesura. Voglio in chiusura riportare queste parole dell’Autore in occasione del Festival Grock 6 novembre 2005: “Mi piace pensare che il mio rapporto con lei (la Villa) sia più intimo, basato su incontri discreti e su dialoghi fatti di sensazioni ed emozioni”.

 

Non è solo doveroso ma è con piacere che cito le associazioni presenti all’evento: ACESM (associazione sclerosi multipla), ABEO (associazione bambino emopatico oncologico), LIONS (associazione a favore dei non vedenti).

 

A completamento del resoconto un mio contributo fotografico della serata QUI

 

Sito ufficiale dell'Autore e fotografo: http://www.alessandrogimelli.com/