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Cibo e non Solo |
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Prevenire mangiando con gusto | ||
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Dott. Roberto Aloesio |
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Estrapolazione: l'orecchio e l'udito |
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L’orecchio è l’organo della ricezione del suono. Si divide in esterno, medio e interno. Quando le onde sonore arrivano al padiglione dell’orecchio, sono convogliate nel condotto uditivo fino a raggiungere la membrana del timpano. La membrana vibra e fa vibrare gli ossicini che si trovano nell’orecchio medio: martello, incudine e staffa. Quest’ultima è collegata a una membrana che chiude un buco denominato finestra ovale. La vibrazione della finestra ovale fa a sua volta oscillare il liquido, chiamato perilinfa, che si trova nell’orecchio interno. L’orecchio interno contiene l’organo dell’udito e dell’equilibrio. L’organo dell’udito è caratterizzato dalla coclea (chiocciola), un canale avvolto a spirale diviso in tre compartimenti: scala vestibolare, scala timpanica, scala media. Le prime due contengono perilinfa e sono in comunicazione attraverso un’apertura all’apice della coclea, l’elicotrema. La scala media, invece, contiene endolinfa. In quest’ultima si trova la membrana basilare, dove sono situati i recettori dell’udito. La vibrazione della perilinfa fa vibrare la scala media e quindi la membrana basilare, con la conseguente eccitazione dei recettori acustici. Siccome la perilinfa è un liquido incomprimibile, la sua vibrazione dipende da un’altra membrana che si trova nella scala timpanica, la finestra rotonda. In conclusione, il suono arriva ai recettori acustici mediante la vibrazione a catena di una serie di membrane e di liquidi. I recettori acustici (cellule cigliate) sono siti nell’organo del Corti (piccolo ispessimento della membrana basilare). E’ proprio la vibrazione di questa membrana che spostando le ciglia eccita i recettori. E’ interessante ricordare che i recettori acustici possono essere stimolati non solo mediante la vibrazione degli ossicini (conduzione aerea) bensì anche attraverso la vibrazione delle ossa del cranio (conduzione ossea). Questo spiega perché non riconosciamo quasi mai la nostra voce al registratore: infatti, nel momento in cui ascoltiamo la nostra voce registrata, il suono ci giunge solo per via aerea. Il fotografo Gimelli ha correlato esteticamente l’organo dell’udito, la coclea, alla spirale aurea. Questo è stato l’ incipit dello scatto. In questa fotografia non c’è unicamente rappresentata la trasmissione del suono e l’anatomo-fisiologia dell’orecchio ma anche la regola base dell’arte figurativa. La tavola dentro la tavola. Tre rettangoli che potrebbero essere infiniti, si sovrappongono e mostrano la spirale aurea di Fibonacci. Il primo è una vecchia radio di Alessandro, il secondo è il rettangolo aureo, il terzo è la fotografia. Questa regola è fondamentale nella disposizione degli elementi principali all’interno dell’immagine. In questo caso, il punto forte dello scatto è l’origine della spirale di Fibonacci che si trova a livello dell’occhio destro del soggetto fotografato. Infatti, se tracciamo una spirale aurea immaginaria dell’intera fotografia, vediamo che l’origine della spirale immaginaria corrisponde proprio con l’origine della spirale raffigurata. Un’immagine tecnicamente perfetta.
Monica Torriani
Bibliografia *Atlantino di anatomia del sistema nervoso (seconda edizione) Anna Dellantonio Carlo Umiltà. Zanichelli. *Meccanismi cerebrali dell’attività mentale Fabrizio Benedetti. Utet. *Commento ragionato all’atlante di anatomia umana di Frank H. Netter, M.D. A cura di Adriano T. Franzi. Ciba. |
Introduzione alla mostra a cura di Luca Berto |
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Quando si cerca di spiegare il funzionamento degli organi interni e della fisiologia umana ad un bambino (che per età è ben poco avvezzo o propenso a capire certi meccanismi teorici senza il supporto e la conferma visiva di una sorta di prova), di solito si cercano dei corrispettivi materiali che possano fungere da termine di paragone e quindi da esempio per facilitare la comprensione da parte chi si avvicina per la prima volta a questo genere di argomenti. Il cuore viene paragonato ad una pompa o ad un motore, i reni a dei filtri, i polmoni dei palloncini, il cervello ad un computer e così via. Con il suo “Nuovo Atlante”, Alessandro Gimelli ha provato a mettere in atto un’operazione più o meno simile trasformando il corpo umano in una grande macchina composta da tante altre piccole parti ognuna con la sua propria peculiare funzione. Ogni organo è sostituito da un oggetto, un apparecchio, un meccanismo estrapolato dalla realtà materiale che si trova al di fuori del corpo umano e ben poco ha a che fare con esso e ri-contestualizzato in termini anatomici e medici. Per certi versi si tratta di un curioso omaggio alle “Teste Composte” dell’artista Giuseppe Arcimboldo. Ma c’è di più. Dando un’occhiata alle nuove fotografie di Alessandro Gimelli, mi è subito tornata in mente un’altra sua opera, “Heart”.Si tratta della foto che ritrae il pacemaker che per qualche tempo è servito a garantire la regolarità del battito cardiaco di una persona molto vicina ad Alessandro e a cui lui tiene molto. I punti di contatto tra questa singola opera e il “Nuovo Atlante” sono diversi. Quello principale e più ovvio sta nel fatto che entrambe raffigurano elementi meccanici che si sostituiscono o integrano il funzionamento degli organi umani. Il fatto che Alessandro Gimelli abbia intitolato “Heart”, cioè “Cuore”, la foto di un pacemaker (che al cuore non si sostituisce del tutto ma il cuore solo aiuta a funzionare meglio) mi ha fatto pensare che in lui ci fosse l’inconscia convinzione che per tutto il tempo durante il quale l’apparecchio aveva funzionato, quello sia stato il vero motore del corpo della persona che lo aveva avuto sotto la propria pelle. E allora viene da pensare che realizzando delle tavole del suo “Nuovo Atlante” Alessandro Gimelli abbia involontariamente provato a costruire un nuovo essere umano fatto di metallo e ingranaggi e fili elettrici. Tutte parti che una volta guaste possono essere facilmente sostituite con altre più nuove e meglio funzionanti. [E in un certo senso il compito della scienza medica è proprio questo: riparare la macchina del corpo umano una volta che si rompe al fine di prolungare ulteriormente la partita della vita.] Perciò mentre aggiornava l’anatomia del corpo umano fondendola con la tecnologia che contraddistingue l’epoca contemporanea, Alessandro Gimelli è partito alla ricerca dell’immortalità. Che può essere raggiunta sostituendo le parti del corpo ad altre parti meccaniche che una volta rotte possono essere facilmente sostituite. Purtroppo per noi, però, non sempre le parti meccaniche possono essere sostituite e aggiustate. Se così fosse la produzione industriale non avrebbe motivo di esistere. Certamente è più facile aggiustare un motore rotto che non un cuore umano che ha smesso di contrarsi con variabile regolarità. Dal punto di vista estetico, le tavole del “Nuovo Atlante” hanno un carattere pop un po’ retrò. La predominanza del nero, i colori molti intensi e “puliti” di alcune parti e le sovrapposizioni volutamente indefinite di altre ricordano certe grafiche anni ’70 e ’80. Se si considera che soprattutto la seconda decade è forse la preferita da Alessandro Gimelli, ciò non stupisce. Ma il richiamo ad un passato nemmeno troppo lontano non è soltanto sul piano del disegno, ma anche su quello dei contenuti. Negli anni ’70 e ’80 la rivoluzione tecnologica iniziata vent’anni prima ha subito una decisa accelerazione e certi apparecchi di largo consumo hanno finito per avere una diffusione sempre più rapida e su vasta scala. Ciò è stato possibile anche grazie ad alcune campagne pubblicitarie piuttosto curiose ed efficaci, che mostravano esseri umani fusi con apparecchi più o meno riconoscibili o con parti del corpo sostituite da altri apparati tecnologici la funzione dei quali era facilmente individuabili. Queste avevano lo scopo di trasmettere un messaggio molto chiaro: “La tecnologia è sempre più avanzata ed è entrata a far parte della vita di tutti noi, tanto da essere diventata parte integrante del nostro modo di vivere il mondo. Tra non molto gli ibridi umano-tecnologici saranno possibili. Noi produttori ve ne diamo un’anticipazione”. Accanto a questi progetti dall’intento commerciale esisteva poi tutto un filone di narrativa di fantascienza (film, libri, serie televisive) che avevano l’ambizione di raccontare proprio come sarebbe stato il mondo in un futuro sempre più tecnologico e meno umano (nel senso letterale del termine). Il concept, la grafica e anche certi aspetti di questi filoni di comunicazione e narrazione sono stati ripresi da Alessandro Gimelli per realizzare il “Nuovo Atlante”. LUCA BERTO |
Estrapolazione: il sistema nervoso e la trasmissione dell'impulso |
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Il tessuto nervoso è costituito da neuroni. In ogni cellula nervosa sono sempre riconoscibili tre parti essenziali: corpo cellulare o soma (contenente il nucleo e sede delle funzioni metaboliche), dendrite (zona recettrice), assone (zona di conduzione dell’impulso nervoso). Sistema nervoso: sostanza grigia, sostanza bianca. I corpi cellulari sono addensati nella sostanza grigia corticale, nei nuclei grigi sub-corticali, nella sostanza grigia del midollo spinale e nei gangli periferici. Gli assoni costituiscono prevalentemente la sostanza bianca cerebrale, i fasci di conduzione encefalici e midollari e i nervi periferici. La conduzione dell’impulso è un fenomeno di natura bioelettrica. Nella condizione di riposo la superficie della membrana assonica è isopotenziale: se due elettrodi registratori collegati con un galvanometro sono posti sopra la membrana di uno stesso neurone, non si rileva nessuna differenza di potenziale. Se, invece, uno degli elettrodi è immerso nel citoplasma dell’assone e l’altro è posto sulla superficie esterna della membrana, si registra una costante differenza di potenziale del valore di circa -70 mV: l’ambiente interno del neurone è cioè elettricamente negativo rispetto all’ambiente esterno. Quando uno stimolo giunge alla superficie della membrana di un neurone a riposo si determina dapprima una depolarizzazione locale (diminuzione della differenza di potenziale), che può essere seguita da una brusca inversione della polarizzazione da circa -70 mV a circa +35mV (potenziale di azione). L’aspetto fondamentale dell’elaborazione nervosa è rappresentato dal passaggio d’informazioni da una popolazione di neuroni a un’altra. Il punto di contatto fra neuroni, dove avviene il passaggio dell’informazione, si chiama sinapsi. Si è detto che la conduzione dell’impulso è un fenomeno bioelettrico, infatti, c’è la mediazione di sostanze trasmettitrici come l’acetilcolina o l’adrenalina. Le sostanze trasmettitrici, venendo a contatto con le zone recettrici, provocano una depolarizzazione della membrana post-sinaptica, se la sinapsi è eccitatoria; oppure un’iperpolarizzazione (cioè un aumento della differenza di potenziale fra l’esterno e l’interno), se la sinapsi è inibitoria. Anatomicamente il sistema nervoso si suddivide: sistema nervoso centrale (S.N.C.) e sistema nervoso periferico (S.N.P.). Il S.N.C. è costituito dall’encefalo, contenuto nella scatola cranica e dal midollo spinale, racchiuso nel canale midollare della colonna vertebrale. Il S.N.P. è costituito dai 12 nervi cranici e dai 31 nervi spinali, che emergono dal midollo spinale, al livello di ciascun segmento vertebrale. La parte superiore del S.N.C., cioè l’encefalo, è costituita da: proencefalo, tronco dell’encefalo, cervelletto. Il proencefalo è a sua volta formato dal telencefalo e dal diencefalo. Il telencefalo è composto essenzialmente dai due emisferi cerebrali, uniti tra loro da un grosso fascio di fibre denominato corpo calloso; questa connessione permette a un’informazione che arriva all’emisfero di sinistra di raggiungere anche l’emisfero di destra, e viceversa. Ogni emisfero cerebrale è suddiviso in quattro lobi: frontale, parietale, temporale e occipitale. Ciascun lobo contiene diverse aree corticali che sono state numerate da Brodmann in base alle diverse funzioni. Il diencefalo è formato essenzialmente dal talamo e dall’ipotalamo. Quest’ultimo è coinvolto nella regolazione degli organi interni, nella motivazione, nel comportamento sessuale e nella termoregolazione. Il tronco dell’encefalo è invece costituito dal mesencefalo, dal ponte e dal bulbo. Attraverso queste strutture passano le fibre nervose ascendenti e discendenti che vanno o provengono dalla corteccia cerebrale. Le fibre ascendenti sono essenzialmente sensoriali, cioè trasportano informazioni sensitive (esempio tatto e dolore) da tutto il corpo alla corteccia cerebrale. Le fibre discendenti sono invece prevalentemente motorie, provengono da diverse regioni cerebrali e scendono giù nel midollo spinale da dove poi raggiungono i muscoli. Per completare il S.N.C., occorrono due parole sul cervelletto. Il cervelletto è formato da una porzione impari e mediana, il verme, e dai due emisferi cerebellari simmetrici. Controlla l’attività motoria ed è suddiviso in tre settori: archicerebellum, più antico, centro di controllo dell’equilibrio; paleocerebellum, assicura il tono muscolare necessario alla stazione eretta; neocerebellum, assicura la coordinazione armonica e precisa dei movimenti volontari. Ciascuno di questi settori del cervelletto è connesso con le altre strutture dell’encefalo e periferiche mediante i peduncoli cerebellari superiore, medio e inferiore. Molto schematicamente il S.N.P. e i suoi nervi: all’uscita dal midollo spinale, il nervo spinale presenta due tronchi, uno a livello delle corna anteriori (radice ventrale), l’altro a livello delle corna posteriori (radice dorsale). Attraverso la radice ventrale escono dal midollo spinale le fibre che provengono dai motoneuroni, quei neuroni cioè che vanno a innervare i muscoli, situati nelle corna anteriori. Attraverso le radici dorsali entrano nel midollo spinale le fibre sensitive che poi ascendono nel midollo spinale fino al tronco dell’encefalo e alla corteccia cerebrale. Perciò ciascun nervo spinale è un nervo misto, formato cioè da fibre motorie che vanno ai muscoli e da fibre sensitive dirette verso il midollo spinale. I 31 nervi spinali sono definiti: cervicali (8), toracici (12), lombari (5) e sacrali (6), a seconda da dove provengono. Al S.N.P. appartengono anche i cosiddetti 12 nervi cranici, così chiamati perché originano dal tronco dell’encefalo. Questi nervi, al contrario di quelli spinali, possono essere sensitivi, motori o misti. Gli spinali solo misti. I 12 nervi cranici sono: I Olfattivo, II Ottico, III Oculomotore, IV Trocleare, V Trigemino, VI Abducente, VII Facciale, VIII Vestibolo-cocleare, IX Glossofaringeo, X Vago, XI Accessorio, XII Ipoglosso. Il sistema nervoso non è stato riletto artisticamente solo dal fotografo Gimelli ma anche dall’Artista Roberto Lafornara. Roberto ha apportato un preziosissimo contributo al “Nuovo Atlante di Anatomia Artistica” rappresentando gli emisferi cerebrali. Nella prima opera è un ananas ad averlo ispirato, nella seconda un gheriglio di noce. Per l’Artista Gimelli il S.N. è rappresentato da fili elettrici, prese, interruttori e il cervello da una scheda madre del computer. Una piccola finezza, difficile da notare a un osservatore poco attento, dei dadi da gioco. Alessandro ha voluto così rappresentare la casualità degli eventi (le influenze esterne) ma soprattutto la parte irrazionale dell’essere umano. Entrambi gli Artisti hanno fatto chiaro riferimento ai circuiti elettrici, all’accensione e allo spegnimento. Essere “on” o essere “off”.
Monica Torriani
Bibliografia *Atlantino di anatomia del sistema nervoso (seconda edizione) Anna Dellantonio Carlo Umiltà. Zanichelli. *Meccanismi cerebrali dell’attività mentale Fabrizio Benedetti. Utet. *Commento ragionato all’atlante di anatomia umana di Frank H. Netter, M.D. A cura di Adriano T. Franzi. Ciba. |