Estrapolazione: l'occhio e la visione |
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La percezione visiva inizia a livello della retina. La retina si trova nella parte posteriore dell’occhio, distribuiti sulla sua superficie in modo non uniforme vi sono i fotorecettori: coni e bastoncelli. I coni servono per vedere di giorno (visione fotopica), i bastoncelli nella semioscurità (visione scotopica). Deputati alla visione dei colori sono solamente i coni. La retina è formata da diversi strati, ognuno composto di cellule diverse in stretto contatto sinaptico tra loro. Il segnale è trasmesso a cascata: la luce scinde il pigmento visivo che si trova nei fotorecettori, questa scissione eccita coni e bastoncelli, a sua volta questi mandano il segnale nervoso alle cellule bipolari e in ultimo alle cellule ganglionari. Gli assoni delle cellule ganglionari si uniscono ed escono dalla retina a livello della papilla ottica, formando il nervo ottico. Il nervo ottico destro e quello sinistro si dirigono verso il cervello e s’incrociano parzialmente a livello del chiasma ottico. Le fibre provenienti dalle emiretine nasali s’incrociano, quelle provenienti dalle emiretine temporali continuano senza incrociarsi. Dopo il chiasma, quindi, le fibre provenienti dalla metà nasale di un occhio decorrono insieme con quelle della metà temporale dell’altro occhio (tratto ottico). Le fibre del tratto ottico giungono al talamo (corpo genicolato laterale) dove contraggono sinapsi con altri neuroni. Da qui, i neuroni del corpo genicolato laterale mandano i loro assoni (radiazione ottica) alla corteccia visiva primaria (V1) che si trova nei lobi occipitali. Così è descrivibile la via visiva più importante nell’uomo. Questa via è deputata alla percezione dei colori, del movimento, della profondità e nell’identificazione degli oggetti. Bisogna ricordare che quando guardiamo, la scena che si presenta davanti a noi è il campo visivo ed è proiettato capovolto sulle retine. Perciò tutto quello che si trova nel campo visivo destro proietta sulla retina nasale destra e sulla retina temporale sinistra, e viceversa per il campo visivo sinistro. Risultato: il campo visivo destro è rappresentato nell’emisfero cerebrale sinistro, mentre il campo visivo sinistro è rappresentato nell’emisfero destro. L’Artista Gimelli in questo scatto, non ha voluto solo riprodurre la via visiva anatomicamente e fisiologicamente parlando ma, ha voluto aprirsi al concetto di “contaminazione” dei sensi nella percezione (sinestesia). La sinestesia è un fenomeno sensoriale-percettivo. Si può tradurre in una frase: “Sentire i colori, vedere i suoni”. Si fa riferimento a quelle situazioni in cui una stimolazione uditiva, olfattiva, tattile o visiva è percepita come due eventi sensoriali distinti ma conviventi. Le “bizzarre” connessioni tra aree cerebrali che caratterizzano chi sperimenta spontaneamente il fenomeno della sinestesia porterebbero a un potenziamento delle capacità di memoria e del pensiero creativo. Infatti, la sinestesia è più comune in: artisti, poeti e scrittori. La visione per Alessandro è un’immagine cubista. La cifra del cubismo è la simultaneità di prospettive. Alessandro ha voluto fare un chiaro riferimento a “Les demoiselles d’Avignon” di Pablo Picasso, una delle opere più importanti nello sviluppo iniziale del cubismo, conservato al MoMA di New York. In quest’opera le donne non guardano frontalmente ma hanno lo sguardo obliquo; allo stesso modo, la pupilla all’interno dell’obiettivo guarda l’osservatore e il corpo macchina fotografico è posto in laterale.
Monica Torriani
Bibliografia *Atlantino di anatomia del sistema nervoso (seconda edizione) Anna Dellantonio Carlo Umiltà. Zanichelli. *Meccanismi cerebrali dell’attività mentale Fabrizio Benedetti. Utet. *Commento ragionato all’atlante di anatomia umana di Frank H. Netter, M.D. A cura di Adriano T. Franzi. Ciba. |