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Percorso

"The Next Day",il ritorno del "Duca Bianco", presentato da Morgan

 

"The Next Day", il ritorno del "Duca Bianco", presentato da Morgan

 
 

11 marzo 2013

 
     
 

L’appuntamento è per le ore 19:00 allo store “In Mondadori” di Piazza Duomo a Milano. Alle ore 18:00 il terzo piano dello stabile è pieno di appassionati ed estimatori di David Robert Jones ovvero di David Bowie. All’ora prestabilita le porte si aprono e nel giro di pochissimi minuti la sala è piena. Il giornalista Leo Mansueto, critico musicale, autore del libro “L’ultimo dei marziani – David Bowie raccontato dal poprock italiano” dà il benvenuto e inizia la conduzione della serata. L’evento si snoda in tre parti: breve introduzione del giornalista, ascolto in anteprima del CD “The Next Day”, discussione e commenti da parte di un ospite d’eccezione, Marco Castoldi in Arte Morgan. Leo Mansueto sottolinea immediatamente che il grande assente è David Bowie. L’assenza è la protagonista a partire dalla copertina di quest’ultimo album, il volto coperto del “Duca” sulla grafica di “Heroes”. “The Next Day” arriva dieci anni dopo “Reality” in seguito a due anni di registrazione in completa segretezza. Un nuovo lavoro prodotto con Mr. Tony Visconti. Un album ricco di simboli, tutt’altro che antico. Con queste parole: ”Il giorno successivo appartiene a chi lo sente arrivare”, il giornalista dà appuntamento a più tardi e augura buon ascolto. Le quattordici tracce del CD, naturalmente non in versione integrale, scorrono velocemente tra stupore e commenti. Sulle note di “Heat” rientra Mansueto e dà ancora qualche informazione prima dell’atteso Ospite. Ufficialmente l’album in Italia è uscito il 12 marzo, in maggio la BBC trasmetterà un documentario intitolato “Five Years” che racconterà cinque anni dell’uomo che ha fatto quaranta anni di storia del pop rock dell’Impero Britannico. Si parlerà degli anni: 1971, 1975, 1977, 1980, 1983. Il 1983 è l’anno di “Let’s Dance”, il disco che è andato meglio nel nostro Paese. Il 23 marzo p.v. al Victoria and Albert Museum di Londra si inaugurerà una mostra a Lui dedicata, “David Bowie is”, che rimarrà allestita fino all’11 agosto. Per ritornare sull’argomento, un disco messo a punto in ogni minimo dettaglio con tantissimi rimandi dove c’è spazio anche per ballate in stile Lennon. Un disco che parte da trenta canzoni per arrivare alle diciassette contenute nella confezione softpack Deluxe. Alle 21:00 circa, la porta laterale si spalanca e Marco Castoldi in Arte Morgan apre il suo intervento con “Five Years” imbracciando la chitarra. Sulle note di una canzone da “fine del mondo” Morgan ipnotizza l’attenzione sull’allestimento centrale. Da subito s’intuisce la disponibilità a raccontare, analizzare, interpretare il Grande Assente. Si siede nella sua postazione alla sinistra di Leo Mansueto che modererà l’intervento, al suo “come stai” Morgan risponde: “Bisogna chiederlo agli altri visto che ne sanno più di me…”. Lo stesso Castoldi rivolgendosi alla platea: “Come sto?”. A unisono: “Bene!”. Questa e poche altre le divagazioni. Per più di un’ora e trenta minuti Morgan rimane focalizzato e focalizzante su David Bowie, regalando chicche e conoscenza ai presenti. Marco Morgan dichiara subito che ha amato e ama tutti i dischi di Bowie, unica eccezione “Labyrinth” per alcuni brani. Incuriosisce e racconta il non ovvio, il non scontato, aneddoti che pochi o nessuno conoscono: il David Bowie persona fisica che si è quotata in borsa (la prima volta nella storia), il suo interesse personale verso queste quote e la telefonata a Franco Battiato per dirglielo. Imitando Battiato regala la sua risposta: “Saranno venti anni che non mi piace una sua canzone ma quel ragazzo ha veramente un’intelligenza superiore…”. Marco Castoldi chiude dicendo: “Poi gli ho fatto ascoltare “Outside” ed è stato zitto…”. Interviene Leo Mansueto e gli chiede di spiegare Bowie a un alieno, a un uomo precipitato sulla terra oggi. Morgan da Artista illuminato e geniale lo fa sulle note di Sergio Endrigo “Per fare un fiore”. Spiega inoltre che cos’è una canzone di Bowie e lo fa partendo da lontano, da cos’è una canzone in senso lato. Una canzone si compone di parole, suoni, melodia. Tre minuti di musica cantata. Distingue le canzoni liriche da quelle epiche. L’epica racconta tutti noi e cita Fabrizio De Andrè, la lirica racconta il privato, il se stesso e cita Luigi Tenco. David Bowie ha saputo unire entrambe le cose, l’epica di Omero si può trovare in “Heroes”, la lirica di Leopardi in “Heat”. Chiude dicendo che una canzone di Bowie è in primis rock and roll, con l’aggiunta di sperimentazione armonica e di sonorità. La genialità del “Duca Bianco” è l’aver saputo unire il pop (la moda) con un suo preciso marchio di fabbrica. Stampo di fabbrica che dal 1977 possiamo riconoscere in Mr. Tony Visconti. Marco Castoldi identifica in Scott Walker, fondatore di “The Walker Brothers”, il riferimento musicale di David Bowie. Segue l’analisi delle parole contenute in “The Next Day”, la più presente è “stars”, la non presente è musica (c’è solo una volta espressa in negazione “without a sound”). Queste e molte altre curiosità raccontate con entusiasmo contagioso. Marco Morgan ama il Bowie imperfetto, strano, deviante, deviato, assurdo, cacofonico, poliritmico… Ama il Bowie atonale di “Heat” che rimanda a Scott Walker. Questo lungo intervento o meglio incontro, è stato intercalato da brani stupendi e immediatamente riconoscibili: “Five Years”, “Ashes To Ashes”, “Space Oddity” e “Fashion”. Proprio con “Fashion” Morgan ha salutato, non prima di spendere due parole sul libro “L’ultimo dei marziani” di Leo Mansueto. Un libro analitico, consigliatissimo come il CD “The Next Day”.

Mi sono permessa un resoconto piuttosto lungo ma credo sarebbe stato ingiusto e ingrato non riportare quanto l’Artista Morgan ha voluto regalare, incuriosendo i pochi che non conoscevano Bowie e coinvolgendo chi lo conosceva e lo amava. Un ritorno di David Bowie dopo dieci anni di silenzio con una presentazione in anteprima firmata Marco Castoldi in Arte Morgan. Una presentazione appassionata e appassionante con la capacità, purtroppo di pochissimi artisti, di trasmettere. L’Artista Morgan ha il dono di arrivare alle Persone e la generosità di volerlo fare.

 

 

Il presente resoconto è pubblicato anche sul sito autorizzato: InArteMorgan.it

Per tutti coloro che sono interessati all'Artista Marco Castoldi in Arte Morgan, il mio invito a visitarlo.