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Percorso

Incontro con Paolo Iannacci

 

 

Incontro con l’autore: Paolo Jannacci “Aspettando al semaforo”

 
 

Una biografia originalissima su Enzo Jannacci, che si snoda tra racconti e dialoghi.

 
     
 

9 Marzo 2012, ore 21,00 circa, palazzo Kursaal Loano, in un ambiente accogliente, la nuova biblioteca civica, irrompe Paolo Jannacci, immediatamente travolgente con la sua simpatia, affiancato dal giornalista musicale John Vignola, ci accompagna in un viaggio, il viaggio di Jannacci al quadrato… (Enzo e Paolo).

Questo libro è nato dalla necessità o meglio dalla volontà di raccontare tutto il “ mondo” di Enzo Jannacci. Solo una persona che lo conosceva molto bene, come un figlio, poteva bypassare l’ermeticità verbale e far arrivare al lettore tutte le sfumature del “genio”, dell’artista, dell’uomo, del medico e l’elenco potrebbe continuare trattandosi di Enzo Jannacci…

Mosso dalla volontà di scrivere una biografia “vera”, Paolo accetta la sfida e inizia con due capitoli; con timore li sottopone al padre che commenta: “Bello! Sai che hai scritto una cosa bella…”; ed ecco il fluire delle pagine e il compiersi del libro.

La serata prosegue in un’atmosfera rilassata, tra domande, racconti, aneddoti e canzoni di Enzo: “Ohe! Sunchi”, “Bobo Merenda”, “Birra”, ” Una fetta di limone”, …

Si parla di teatro, di Gaber, soprannominato il “nasone” da Enzo, al quale rispondeva con il “cialtrone” per farlo arrabbiare.

Si parla di cinema, non molto amato da Enzo, ma soprattutto si parla di musica, delle origini jazzistiche e non solo…, toccante è il racconto di Paolo, di una vecchia fotografia, dove Enzo è davanti al pianoforte con le scarpe del dopoguerra, in similpelle o qualcosa del genere…

Ci si addentra nei testi impegnati, in particolare si citano due dischi: “Sei minuti all’alba” 1966, “Come gli aeroplani” 2001, sul tema della resistenza; ispirati dal legame con il padre, maresciallo dell’aeronautica italiana.

Molti i punti messi in evidenza da Paolo:

   La presenza costante di Enzo nella sua vita, un padre presente.

   La difficoltà di rapportarsi con il “genio”, non solo come figlio, ma soprattutto come musicista, arrangiatore, produttore; ci tiene a nominare l’album “Milano 3-6-2005” che considera il suo “fiore all’occhiello”, Targa Tenco 2005 come miglior album in dialetto.

   La figura importante e centrale di sua madre, “perno” della famiglia.

   Il Maestro Dario Fo, ancora oggi il Maestro per Enzo; con una leggera polemica tra le righe, forse è riduttivo definirlo: “Bravo, fa ridere…”. E’ il nostro Molière, Premio Nobel per la letteratura.

La platea è sempre più attenta e a suo agio, è invitata dal giornalista John Vignola a fare domande. Grazie alle curiosità presentate, si approfondisce, prima l’Enzo appassionato di sport, poi i personaggi delle sue canzoni, principalmente ultimi, raccontati con poesia e “amore”, uno su tutti l’Armando. Molto esplicative sono le parole dell’autore: “Nella vita non è necessario sempre arrivare primi, si può anche arrivare quinti, o ultimi; il giorno dopo magari sarai penultimo!”.

Anch’io, seppure timidamente, pongo la mia domanda. Partendo dal capitolo “Il dottore” dove si legge, perché fa il medico? per passione, e immaginando una risposta analoga da qualsiasi artista, chiedo: “Come ha unito Enzo Jannacci due realtà così distanti, il medico e l’animo artistico, che per definizione vive i sentimenti in modo esponenziale; li coglie, li interpreta e li restituisce emozionando. Sembrerebbero due realtà in contrasto, forse trattasi di straordinaria generosità?”. Paolo immediatamente puntualizza, fare il medico per mio padre è stata una missione, oltre la passione, oltre la generosità. Spiega quanto sia arrabbiato con un certo modo di intendere la medicina oggi, tutti ultra specialisti, ma l’uomo?

Con grande generosità si dilunga nella risposta e pone l'accento sulla “sacralità” della vita per Enzo, il macchinario, la strumentazione come mezzi per aiutare, curare la persona, non solo il paziente. Paolo ci tiene a chiarire che nel letto di degenza per suo padre ci sono sempre stati uomini, donne, bambini; non semplicemente assistiti.

Mi permetto di sottolineare quanto è stato piacevole e inconsueto  leggere le citazioni, all’anima, alla testa, alle vicende sentimentali, in relazione alla professione medica.

Mai come in questo caso, penso sia più opportuna la formula:

Corpo + Mente + Anima = Enzo Jannacci

La serata volge al termine e si chiude con un capolavoro, “L’uomo a metà”.

L’incontro è trascorso in modo informale, come in un salotto di casa, tra amici che si confrontano; davvero piacevole e interessante grazie alla generosità, disponibilità,simpatia di Paolo Jannacci e ai “guizzi” puntuali di John Vignola.

Questa presentazione è uno degli appuntamenti della “ quinta edizione di Dischi Volanti…“, incontri ravvicinati con…, libri, parole e suoni.