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Percorso

A Loano, "Rarefazione" e "Sports", due mostre opposte e confluenti...

 

A Loano, "Rarefazione" e "Sports", due mostre opposte e confluenti...

 
     
 

In questi giorni a “The Overpass”, via Richeri 33, si è chiuso il sipario su “Rarefazione”, una mostra concettuale inaugurata in occasione della Notte in Bianco del 29 giugno 2012 a Loano. Un fuori dal coro, una piacevole digressione al caos e al pullulare di gente che affollava le vie principali.

In “Rarefazione” c’era la sparizione dell’uomo per far emergere il gesto, in “Sports” inaugurata il 28 luglio, l’esatto contrario: l’uomo e la potenza, lo sforzo fisico nello sport. Il corpo protagonista. Sembrerebbero due mostre opposte ma tutto confluisce nella concettualità. Anche in quest’ultima mostra Alessandro Gimelli richiede l’impegno del visitatore, la sua lettura va oltre l’apparenza e ha come obiettivo l’interpretazione della volontà, della forza, della vittoria e del sangue per l’uomo. Questi i quattro titoli delle sei opere esposte all’Overpass. Merita attenzione anche la fotografia in posizione centrale, di dimensioni molto più ridotte ma non di minor significato. L’alloro a terra, simbolo della sconfitta, un cerchio che si chiude.

E’ una mostra inaugurata in occasione delle Olimpiadi ma soprattutto sull’essere umano, ci tiene a sottolineare l’Artista. La fotografia “Volontà”, già esposta in anteprima al Giardino del Principe di Loano in occasione dell’evento “Turn of Art vernissage” organizzato da LA SVOLTA PARRUCCHIERI, ben esprime questo concetto. Il corpo atletico del modello Mattia Folchi è chiazzato da tante medaglie. La medaglia come simbolo di vittoria. Alessandro Gimelli per immagini rappresenta il pensiero o meglio l’idea fissa dell’uomo: la vittoria. Non mi sembra azzardato prendere a prestito la filosofia cinese e citare Leo Tzu: << Colui che conosce gli altri è sapiente; colui che conosce se stesso è illuminato; colui che vince un altro è potente; colui che vince se stesso è superiore>>. Questa citazione è un invito a sfogliare ogni opera come un libro, cercando le diverse chiavi di lettura per giungere all’essere umano e alle sue contraddizioni. Sicuramente la fotografia “Sangue”, Monaco 72, ben esprime la contraddizione. Le Olimpiadi continuarono anche dopo la morte e lo spargimento di sangue. Alessandro Gimelli, con enorme rispetto, ha colto questo elemento. La medaglia passa in secondo piano per dare spazio al sangue. L’intera immagine è ritoccata come in un’immagine giornalistica. Questa volta la fotografia è anche notizia. Non di minor impatto è la fotografia “Vittoria”, Messico 68, a fuoco il pugno, un segno di protesta da parte degli atleti di colore. L’ultima fotografia che vado a citare è “Forza” la prima scattata, colei che ha dato il via al progetto. Il visitatore è colpito dalla modalità di esposizione. Le due immagini “Volontà” e “Forza” si affrontano, i due profili destro e sinistro si lanciano una sfida… E’ un progetto nato dalla collaborazione: Alessandro Gimelli, Mattia Folchi. Perché solo dalla collaborazione nasce l’Arte! Per tutti gli appassionati allo sport Gimelli ha fatto anche un lavoro di ricerca estetica, ogni opera richiama i colori dei manifesti delle rispettive Olimpiadi: Messico 68, Monaco 72, Mosca 80, Barcellona 92. Al termine di quest’analisi ho il piacere di riportare il commento pertinente ed efficace di un visitatore-amico: <<Che vada bene, che vada male, se combatti, vinci>>.

Il parallelo con la mostra precedente “Rarefazione” è doveroso. In entrambe il protagonista è l’uomo: se in “Sports” l’elemento chiave è il corpo ma attenzione non il “muscolo”, in “Rarefazione” era la sparizione del corpo stesso. Questa mostra era stata introdotta da Alessandro Gimelli con una citazione di Goethe: <<Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive e l’arte ci rende immortali>>. Proprio perché ai posteri di noi rimarrà il gesto. “Rarefazione” una mostra fotografica dove il grigio medio era abolito. Lo stesso banner era esplicativo: il grigio diventava meno denso da destra a sinistra come colore ma da sinistra a destra concettualmente. Si doveva interpretare. Per comprendere appieno bisognava addentrarsi nella chimica del nostro cervello, capire la rarefazione dello stato di coscienza, pensare per esempio alle reazioni ipossiche. La perdita di coscienza in tali situazioni porta alla visione del nero. Rarefazione apparentemente paradossale, dal bianco al nero… Non solo il corpo lasciava spazio al gesto ma anche lo stato di coscienza, era la sparizione dell’uomo ma non di ciò che restava di lui.  L’Artista per questa mostra aveva puntualizzato: <<Niente chiaroscuro, niente grigio medio. Solo macchie e inchiostri a sottolineare il gesto che porta alla creazione di un’opera>>. Appunto, il gesto era il protagonista, persino la carta passava in secondo piano, niente carta patinata ma grezza.

Merita sicuramente una citazione Massimo Spinetti, compositore del pezzo inedito “Rare”, scritto apposta per “Rarefazione”, brano techno-industriale che ben rappresentava la mostra.

Ho voluto compiere questo “viaggio” a ritroso nell’Overpass perché penso che queste due mostre ben esprimano il concetto di Arte. Arte che accende il pensiero. Proprio a questo proposito voglio chiudere con una citazione: <<Non c’è via più sicura per evadere dal mondo che l’arte; ma non c’è legame più sicuro con esso che l’arte>>. Johann Wolfgang Goethe.

 

Nel ringraziare Alessandro Gimelli per l'immagine riassuntiva di "Sports"presente nel testo, si invita ad approfondire e soprattutto a visitare la galleria fotografica su: alessandrogimelli.com